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La sua lingua, ruvida e fradicia, lambisce appena appena il mio dito.
Riemergo di colpo dal sonno dove stavo ripiombando. Mi ero mossa nel letto, l’avevo sentita contro la mia gamba tranquillizzandomi per la sua presenza accanto a me, e mi accorgo che avevo anche sentito il suo leggero fare le fusa, ma la stanchezza mi aveva riacciuffata… e lei, timidamente, visto che non avevo fatto nulla, chiede così le coccole notturne….
Mi sporgo su me stessa e la prendo fra le mani, si abbandona docile e grata, me la tiro prima in collo appoggiando la bocca contro la sua pancia mentre le sue zampe dietro si chiudono sul mio viso e quelle davanti abbracciano la mia testa, la sua contro la mia fronte, e poi la adagio nel mio abbraccio, la sua schiena a contatto con la mia pelle, le sue zampe che si stringono  al mio braccio, la sua testa nell’incavo della spalla…. con un dito le accarezzo la nuca, e fra le orecchie, le sue fusa gorgogliano di piacere, mi indicano cosa le piace di più, a volte si sporge per leccarmi la pelle in baci d’affetto.
E’ ancora buio, fuori…. dal giardino salgono il silenzio e i profumi della notte.  Non ho la più pallida idea di che ore possano essere, so che lei è qui con me e che la luce ci  troverà insieme, che il giorno sarà migliore perché posso pensare a lei, così piccola, così dolce, così indifesa eppure così forte da opporre alle piccole torture del mondo la sua innocenza e la meraviglia dei suoi giochi….
Ci addormentiamo le sue zampe dietro racchiuse nella mia mano, e l’altra che la cinge senza farle caldo, e lei, stretta a me.
La mia Piccola, non ha e non avrà mai foto in questi momenti…. ha gli occhi enormi e l’aria cucciola, nel suo timido chiedere, e nella sua gioia di essere accarezzata e racchiusa dal suo gigante umano….. ma per darvi una idea, assomiglia a quando era così

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